Donald Trump Mira I Giacimenti Petroliferi Del Venezuela, Dice María Corina Machado
Image: South China Morning Post

Donald Trump Mira I Giacimenti Petroliferi Del Venezuela, Dice María Corina Machado

05 June, 2026.USA.3 sources

Key Takeaways

  • Machado cited a $1.7 trillion opportunity in Venezuelan oil at a Miami videoconference.
  • The Miami event included Donald Trump among attendees.
  • Trump Jr warned investors in Zurich about investing in China.

Venezuela oil push

María Corina Machado, vincitrice del premio Nobel per la pace, ha partecipato in videoconferenza a un incontro organizzato a Miami, negli Stati Uniti, con un gruppo di imprenditori e politici, tra cui il presidente statunitense Donald Trump.

Tom Dans, Trump's man for Greenland: 'It must be defended against the ambitions of China and Russia

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Machado ha parlato di “un’opportunità da 1.700 miliardi di dollari” e ha messo in risalto le riserve di petrolio e gas del Venezuela, dicendo: “Le apriremo tutte, dall’estrazione al raffinamento, a tutte le aziende interessate”.

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Il testo collega pubblicamente le operazioni militari e le pressioni nei confronti di Maduro all’obiettivo di proteggere gli statunitensi dal traffico di droga, ma afferma che “il Venezuela non è un produttore di droga”.

Dietro le quinte, l’articolo dice che l’amministrazione Trump ha preso di mira i giacimenti di petrolio del Venezuela, descritti come “i più ricchi del pianeta”, e cita l’operazione con cui l’esercito statunitense ha sequestrato una petroliera nel mare dei Caraibi trasportando greggio verso Cuba e la Cina.

Il pezzo ricorda anche che Trump, in un discorso rivolto ai repubblicani in North Carolina nel 2023, ha dichiarato: “Avremmo assunto il controllo del paese e di tutto quel petrolio”.

Greenland and US realpolitik

A New York, Tom Dans, indicato come “Trump's man for Greenland”, sostiene che l’isola “must be defended against the ambitions of China and Russia” e collega la questione alla sicurezza dell’America First di Donald Trump.

Nel racconto riportato dal Corriere della Sera, Dans afferma che “Denmark is not capable of defending this enormous island, three times larger than Texas” e aggiunge che la Danimarca non ha mostrato di voler investire abbastanza per farlo.

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Il testo dice che la Prime Minister Mette Frederiksen ha cercato di evitare un conflitto con l’alleato NATO offrendo agli Stati Uniti la possibilità di estendere la presenza militare ed economica, ma che nei colloqui Trump è stato “very hard: no room for compromise and a threat to harm Denmark with targeted tariffs.”

Dans collega la richiesta a Washington a una linea di difesa storica, sostenendo che “we actively defended it since May 3, 1940” e ricordando che, secondo il pezzo, “thousands of American lives” sarebbero state perse per garantire la libertà dell’isola dai nazisti.

Il Corriere della Sera riporta anche che Dans critica la capacità danese attuale, dicendo che “four ships more than 30 years old, with cannons that do not work” avrebbero una funzione “purely decorative”.

Trump Jr on China

Secondo il South China Morning Post, alla domanda se investirebbe in Cina, Trump Jnr ha risposto: “I wouldn’t,” e ha aggiunto: “I don’t think we can pretend they’re an ally. That would be, I think, foolish.”

Il testo riporta che Trump Jnr ha spiegato la sua preoccupazione per un sistema legale cinese che ritiene “tilted against foreign entities”.

Nel suo intervento, Trump Jnr ha detto: “I can’t name someone who is not Chinese, who has done business in China, who ever won a lawsuit,” collegando la sua posizione alle esperienze legate al contenzioso.

Il pezzo specifica inoltre che Trump Jnr condivide il ruolo di executive vice-president della Trump Organisation con suo fratello Eric e che, secondo l’articolo, ha perseguito una serie di investimenti e accordi di sviluppo all’estero dal ritorno del padre in carica.

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