
Trump Links Greenland To U.S. National Security, Says NATO Becomes More Effective
Key Takeaways
- The U.S. will withdraw about 5,000 troops from Germany amid Iran war rift.
- Trump ties Greenland to U.S. national security, asserting NATO becomes more effective.
- Allied actions in Greenland bolster Arctic security, including Denmark's deployment and NATO posture.
Groenlandia e l’accelerazione
Donald Trump ha impresso una brusca accelerazione al dossier Groenlandia, collegandolo esplicitamente alla sicurezza nazionale e al futuro della Nato, mentre in Europa si sono moltiplicate le reazioni politiche e le mosse diplomatiche.
“President Donald Trump has renewed his attacks on German Chancellor Friedrich Merz as the rift between the United States and one of its closest European allies widens over Berlin’s criticism of the war on Iran”
Nel racconto di il Giornale, il presidente americano ha legato la richiesta all’idea che “gli Stati Uniti hanno bisogno della Groenlandia per motivi di sicurezza nazionale”, aggiungendo che “La Nato diventa molto più formidabile ed efficace con la Groenlandia nelle mani degli Usa” e che “Qualunque cosa al di sotto di questo è inaccettabile”.

Il Giornale colloca l’accelerazione nel contesto della “seconda crisi iraniana” e dell’“incertezza sul futuro del protettorato Usa sul Venezuela”, e descrive il post con cui Trump ha dato il via alla giornata in cui era convocato a Washington l’incontro tra rappresentanti americani e quelli di Copenaghen e Nuuk.
L’incontro, secondo il quotidiano italiano, si è tenuto nell’Eisenhower Building, con il faccia a faccia tra il vicepresidente JD Vance e il segretario di Stato Marco Rubio, e con i ministri degli Esteri danese e groenlandese Lars Lokke Rasmussen e Vivian Motzfeldt.
Prima del confronto, il Giornale riferisce che il ministro della Difesa danese Troels Lund Poulsen ha promesso un “rafforzamento” della presenza militare nell’area, mentre la Svezia ha annunciato l’invio di personale militare per esercitazioni e “Anche Berlino confermava che da oggi verranno inviati i primi militari tedeschi” e “Lo stesso annunciava Parigi”.
Sullo sfondo, il Giornale riporta anche le parole di Trump sulla difesa dell’isola, con l’affermazione che la Groenlandia sarebbe difesa da “quattro cani-slitta”.
Le reazioni europee elencate da il Giornale includono Ursula von der Leyen, che ha detto che “la Groenlandia appartiene al suo popolo ed è parte della Nato”, Emmanuel Macron con “conseguenze a cascata” e “senza precedenti”, e Antonio Tajani secondo cui “il destino della Groenlandia lo decidono i suoi cittadini”.
Tariffe come leva
Accanto al dossier militare, la pressione su Groenlandia si è trasformata in leva economica con minacce di dazi rivolte a Paesi europei, secondo una linea che viene descritta come un passaggio dalla sicurezza alla coercizione tariffaria.
RSI Radiotelevisione svizzera riferisce che, “il 17 gennaio”, gli Stati Uniti hanno avvertito otto Paesi europei che avrebbero imposto “nuove” “dazi doganali” contro chi si oppone all’annessione della Groenlandia agli Stati Uniti, con “Tariffe di 10% da febbraio 1, che … saliranno a 25% in giugno”.

Nello stesso resoconto, il presidente americano viene riportato mentre accusa Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Finlandia di giocare una “very dangerous game”, collegando la minaccia alla presenza di truppe inviate per una “reconnaissance mission”.
La risposta europea, sempre secondo RSI, include l’annuncio di un incontro d’emergenza tra gli ambasciatori dei “27” Paesi dell’Ue, mentre Emmanuel Macron definisce le minacce “unacceptable” e promette una risposta “united”.
RSI riporta anche la posizione del primo ministro svedese Ulf Kristersson, che assicura che “will not be intimidated” e che “Only Denmark and Greenland decide on matters that concern them”, aggiungendo che “I will always defend my country and our neighboring allies”.
Sul fronte britannico, Keir Starmer giudica le minacce “completely mistaken” e afferma che “Applying customs duties to allies in the name of the collective security of allies within NATO is completely wrong”.
Materia Rinnovabile inquadra la dinamica come “un fuse” che diventa “non … commerciale” ma “security dossier trasformato in a tariff weapon”, indicando che il 17 gennaio Trump ha annunciato “10% tariffs effective February 1” contro un gruppo di Paesi europei e minacciato un aumento “to 25% from June 1, 2026” in assenza di un accordo di “purchase” per la Groenlandia.
Materia Rinnovabile aggiunge che Trump ha intensificato la posizione dicendo di poter imporre dazi “at 100%” e che avrebbe usato la leva anche contro l’attenzione europea su Groenlandia rispetto alla guerra tra Russia e Ucraina.
In questo scenario, il testo riporta anche l’idea che l’Ue voglia evitare l’escalation, ma con strumenti pronti a rispondere, e cita la decisione del Parlamento europeo a Strasburgo di “block the tariff agreement”.
Divergenze e asse indebolito
Mentre Bruxelles cerca una risposta unitaria, Askanews descrive un contesto in cui le tensioni tra Francia e Germania rischiano di indebolire l’asse franco-tedesco, “often defined as the engine of the European Union”.
“The United States is withdrawing 5,000 troops stationed in NATO ally Germany, the Pentagon announced on Friday, as a rift over the Iran war widens between President Donald Trump and Europe”
Il pezzo attribuisce a Politico l’analisi secondo cui, “Rome, Jan. 20”, la relazione tra Parigi e Berlino è in “strong tension” per via di mesi di “mutual frustration, distrust, and political clashes”.
Askanews riferisce che il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha annunciato l’intenzione di costruire “a common position” con il presidente francese Emmanuel Macron per “secure a negotiated outcome with Trump”, ma dopo “months of mutual frustration” e “political clashes”.
Dal lato francese, il testo dice che cresce la preoccupazione per un’“increasingly assertive Germany” che tende a presentarsi come “the main European political and military actor”, mentre Berlino sarebbe irritata da dossier irrisolti con Parigi, tra cui “the joint program for the new military aircraft” e divergenze su “the EU-Mercosur trade agreement”.
Askanews collega la frizione anche alla risposta alle minacce di Trump sui dazi legate a Groenlandia, con Macron che avrebbe chiesto una risposta “tough” usando gli strumenti commerciali dell’Ue, mentre Merz avrebbe adottato toni più concilianti puntando sul dialogo con Washington.
Il testo riporta che Merz avrebbe pubblicamente riconosciuto che la Francia avrebbe voluto reagire “more aggressively than Germany”.
Un ulteriore fattore di attrito, secondo Askanews, sono le divisioni interne alla coalizione di governo tedesca, che rendono difficile a Berlino parlare “with one voice”, e cita “divergent positions among the German ministers” sul possibile uso dello strumento anti-coercizione dell’Ue sostenuto da Macron.
Askanews aggiunge che, secondo “EU officials”, negli ultimi sei mesi l’asse franco-tedesco non avrebbe prodotto risultati concreti, e descrive il senso a Parigi come una percezione che Berlino stia assumendo un ruolo politico più marcato.
Nel quadro, il testo sottolinea che “a context that makes it more difficult for France and Germany to present a united front” di fronte alle sfide poste dall’amministrazione Trump.
Nato, Arctic Sentry e sovranità
Nel dibattito europeo, la risposta alla pressione americana su Groenlandia include anche l’idea di rafforzare la presenza Nato nel Nord, con proposte che si intrecciano alle dichiarazioni di Trump su tariffe e condizioni.
Il Sole 24 ORE riporta che il Regno Unito sostiene l’avvio dell’operazione Nato “Arctic Sentry” per rafforzare la presenza dell’Alleanza nel “Far North”, citando la dichiarazione della Foreign Secretary Yvette Cooper: “We want to see a stronger NATO role and for NATO to truly double its commitment to Arctic security, developing this Arctic Sentry approach”.

Nello stesso articolo, Trump non esclude l’uso di tariffe contro Paesi che non concordano su Groenlandia, dicendo: “I could impose customs tariffs on countries for Greenland, which we need for national security”.
Il Sole 24 ORE riporta anche che Trump si definisce “the 'Tariff King'” e collega la minaccia tariffaria a un obiettivo di sicurezza nazionale, affermando che “NATO is dealing with us on the Greenland issue” e che “We have a desperate need for Greenland for national security”.
Sul piano europeo-istituzionale, Il Sole 24 ORE riporta le parole di Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo, che a Vienna ha detto: “We remain calm, rational, and pragmatic.” e ha ribadito che “The principle is that nothing will be decided without Denmark and Greenland”.
Metsola aggiunge che “The principles of territorial integrity and sovereignty will be reaffirmed,” e l’articolo collega la posizione europea alla necessità di riaffermare i principi di sovranità.
In parallelo, il Giornale descrive che Rasmussen e Motzfeldt, dopo l’incontro con Vance e Rubio, hanno confermato l’impegno di Copenaghen per un rafforzamento della sicurezza nell’Artico ma hanno ribadito la distanza con Washington, dicendo che “Siamo pronti e disposti a fare di più”, pur aggiungendo che gli Stati Uniti hanno già “ampio accesso militare” all’isola e che la richiesta sarebbe “esaminata”.
Il Giornale riporta anche la linea di principio: l’acquisizione della Groenlandia da parte degli Usa “non è assolutamente necessaria” e il mancato rispetto della sua integrità territoriale “è inaccettabile”.
Prossimi passi e frizioni
Mentre le posizioni europee restano ancorate a integrità territoriale e sovranità, la dinamica descritta dai media mostra anche un calendario di decisioni e un rischio di ulteriore frizione tra Washington e le capitali europee.
“The United States is pulling out about 5,000 troops from NATO ally Germany, the Pentagon announced Friday, in the latest rift in the transatlantic ties over the Middle East war”
Il Giornale racconta che Rasmussen ha annunciato la formazione di “un gruppo di alto livello” mentre Motzfeldt ha ribadito, “non vogliamo essere controllati da Washington”, e chiude con l’ammissione che “Finora non siamo riusciti a far cambiare posizione a Trump”.
RSI Radiotelevisione svizzera aggiunge che, “durante Saturday evening”, è stato annunciato che “ambassadors from the 27 European Union countries would meet on Sunday for an emergency session”, segnalando un passaggio operativo immediato nella risposta.
Materia Rinnovabile descrive che a Strasburgo il Parlamento europeo ha deciso “to block the tariff agreement”, e collega la scelta a un’idea di “firm response” e a un meccanismo che impedirebbe “zero-tariff access to the European single market”.
Nello stesso testo, Ursula von der Leyen viene citata con la linea: “The EU and the United States reached a trade agreement last July. And in politics, as in business, an agreement is an agreement. And when friends shake hands, it must have meaning.”
Sul piano politico, Askanews sottolinea che Merz punta a una “common position” con Macron per “secure a negotiated outcome with Trump”, ma mette in evidenza che l’asse franco-tedesco non avrebbe prodotto “concrete results” negli ultimi sei mesi.
Il Sole 24 ORE, infine, riporta che l’Unione europea intende riaffermare i principi e che Roberta Metsola ha detto che “The principles of territorial integrity and sovereignty will be reaffirmed”, mentre il Regno Unito spinge “Arctic Sentry” per “double its commitment to Arctic security”.
Insieme, questi elementi delineano un percorso in cui la risposta europea combina negoziato, coordinamento e strumenti economici, mentre Washington continua a legare Groenlandia a sicurezza e Nato.
La traiettoria resta segnata da frizioni: il Giornale registra che Rasmussen e Motzfeldt hanno riconosciuto la distanza con Washington, e Askanews descrive un contesto in cui la difficoltà di presentare “a united front” può complicare la gestione delle prossime fasi.
More on Europe

Tangier Med Port Prepares More Ship Arrivals as Strait of Hormuz Crisis Reroutes Traffic
12 sources compared

Venice Biennale Jury Resigns Nine Days Before Opening Over Russia and Israel Awards Ban
24 sources compared
Police Arrest 36-Year-Old Man for Assaulting French Nun at Jerusalem’s Cenacle
15 sources compared

Russia’s Africa Corps Withdraws From Kidal After Attacks Kill Mali Defence Minister Sadio Camara
27 sources compared